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Cistite: come rimediare? Prima di dare una idea del trattamento, è bene ricordare che la cistite è un’infiammazione della vescica urinaria avente cause differenti ed a volte sconosciute. Dal punto di vista clinica è descritta dai seguenti sintomi principali:

  • Difficoltà ad urinare;
  • Senso di urgenza o minzioni frequenti;
  • Basso dolore addominale;
  • Eventuale presenza di sangue nell’urina.

La prevalenza è maggiore nelle donne rispetto agli uomini a causa delle rispettive differenze anatomiche. Si stima che ogni anno circa il 10% delle donne riporti un’infezione urinaria ed il 50% ne ha sofferto almeno una volta nella vita. Questa problematica può essere di natura isolata o ricorrente quando avvengono due o più episodi in sei mesi, oppure tre o più nel corso di un anno.

Le cause della cistite: ecco da cosa dipende

Prima di definire, in merito alla cistite, quali farmaci e antibiotici prendere, è bene sapere che nelle donne sane la cistite cronica è spesso causata da reinfezioni con nuovi patogeni o da differenti agenti patogeni proveniente dall’esterno dell’apparato urinario. I casi più gravi, invece, possono essere caratterizzati da una compromissione strutturale e funzionale della vescica e causati dagli stessi agenti infettivi persistenti o resistenti alle terapie.

Quali sono le cause della cistite? L’agente patogeno più comune nelle cistiti è Escherichia coli (65-75%), seguito da Staphylococcus saprophyticus, dagli enterococchi e da altre specie. In verità è opportuno far notare che i ceppi di E. coli originano dalla grande riserva nel colon. Ma, a differenza dei ceppi intestinali, quelli pericolosi per la vescica hanno caratteristiche tali da consentire la loro migrazione verso il tratto urinario. Qui possono invadere il sottile strato epiteliale e sopravvivere agli attacchi delle difese immunitarie. Di fatto trovano un appiglio nelle cellule uroteliali per evitare di essere eliminati con la minzione o dall’immunità innata. Possono rimanere quiescenti per un certo periodo di tempo per poi nelle condizioni adatte riattivarsi e causare una nuova cascata dell’infiammazione e dei sintomi.

Benché essa sia spesso causata da infezioni batteriche, può anche essere causata da forme tumorali, calcoli vescicali oppure può emergere anche per cause poco chiare come in quella interstiziale. Quest’ultima è una malattia cronica caratterizzata da dolore vescicale e dalla necessità di orinare più spesso. Si ipotizza che vi siano più fattori coinvolti nello sviluppo di questa condizione, tra cui l’attivazione delle terminazioni nervose, l’irritazione e l’infiammazione dell’epitelio della vescica al contatto con le sostanze disciolte nell’urina. Gli esami urino-colturali, infatti, sono quasi sempre negativi, mentre è stata osservata una correlazione con la stipsi o il colon irritabile.

Cistite: farmaci e antibiotici possono aiutare? Numerosi studi suggeriscono che la vescica ed il colon interagiscono l’un con l’altro sia nelle condizione normali che in quelle patologiche. A supporto di ciò è stato più volte osservato che disfunzioni del basso tratto urinario coincidono spesso con disfunzioni gastro-intestinali (e viceversa), e la cura di un sistema può migliorare la funzionalità dell’altro. In aggiunta sappiamo che l’intestino influenza il dolore alla vescica e la costipazione rappresenta un fattore di rischio per le infezioni urinarie.

Cistite: cosa mangiare?

Cistite: cosa mangiare? Essa può essere affrontata efficacemente attraverso una terapia integrata che includa l’alimentazione. Non è un caso che molte persone che ne soffrono cambiano di propria volontà di scegliere che cosa mettere nel piatto al fine di tenere a bada i sintomi, che compaiono generalmente 2-4 ore dopo il pasto. Sulla cistite, farmaci e antibiotici non sono l’unico trattamento possibile. Alcuni degli alimenti più frequentemente imputati sono il caffè, l’alcool, le bevande gassate, i cibi piccante e l’aceto. Tuttavia, la tolleranza varia notevolmente da persona a persona a causa dei numerosi fattori dietetici e clinici in campo. E’ opportuno rivolgersi ad uno specialista in nutrizione, in quanto bisogna valutare la storia clinica, individuare gli alimenti scatenanti e sviluppare una terapia nutrizionale bilanciata e priva di carenze. Una corretta alimentazione agisce favorevolmente sui seguenti fattori protettivi:Cistite cosa mangiare

  • Riduzione degli irritanti della vescica;
  • Diminuzione del carico acido ed innalzamento del pH delle urine;
  • Idratazione ottimale;
  • Miglioramento dei disturbi dell’alvo.

Bisogna sapere, in merito alla cistite, cosa mangiare per evitare che la problematica insorga. Anche nel caso delle cistiti infettive l’alimentazione può essere di aiuto. Può, infatti, apportare tutti in nutrienti necessari al sistema immunitario per svolgere bene il proprio dovere ed interviene a beneficio del benessere intestinale. E’ ben noto che una corretta alimentazione agisce positivamente sulla motilità e sulla microflora intestinale ostacolando la crescita dei batteri patogeni.

I rimedi naturali per la cistite

Rimedi naturali per la cistiteOltre a parlare di cistite, bisogna parlare dei rimedi naturali per la cistite. Per far fronte a questi problemi è necessario un approccio nuovo ed integrato. Per questo motivo il Cembio ha sviluppato un percorso specifico per la cura della cistite, che sfrutta l’efficacia delle strategie nutrizionali, delle terapie naturali personalizzate e dei trattamenti ambulatoriali per il benessere intestinale quali l’idrocolon-terapia e l’ozono-terapia.

Possiamo darti anche delle informazioni su: candidosi, disbiosi intestinale, e infiammazione del colon.

Bibliografia essenziale:

  • Foxman B. Epidemiology of urinary tract infections: incidence, morbidity, and economic costs. The American Journal of Medicine. 2002;113(1) supplement 1:5S–13S;
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  • Gordon B, et al. Nutritional considerations for patients with interstitial cystitis/bladder pain syndrome. J Acad Nutr Diet. 2015 Sep;115(9):1372-9;
  • Atchley MD, et al. Complementary and alternative medical therapies for interstitial cystitis: an update from the United States. Transl Androl Urol. 2015 Dec;4(6):662-7.

Domande Frequenti

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Quali sono i sintomi principali della cistite?

La cistite si manifesta clinicamente attraverso difficoltà a urinare, un senso di urgenza o minzioni frequenti, dolore al basso addome e, in alcuni casi, la presenza di sangue nelle urine.

Perché la cistite è più frequente nelle donne?

La prevalenza è maggiore nelle donne a causa di specifiche differenze anatomiche. Si stima che circa il 10% delle donne riporti un'infezione urinaria ogni anno e che il 50% ne abbia sofferto almeno una volta nella vita.

Quando la cistite viene definita ricorrente?

Secondo i nostri specialisti, la condizione è considerata ricorrente quando si verificano due o più episodi in sei mesi, oppure tre o più episodi nel corso di un singolo anno.

Qual è il legame tra l'intestino e la cistite batterica?

L'agente patogeno più comune, l'Escherichia coli, origina dalla riserva nel colon. Questi ceppi possono migrare verso il tratto urinario e invadere l'epitelio vescicale. Per analizzare l'equilibrio della flora batterica, Cembio propone un approfondimento metabolomico intestinale.

Come riescono i batteri a resistere alle difese immunitarie nella vescica?

I ceppi pericolosi di E. coli possiedono caratteristiche che consentono loro di trovare appiglio nelle cellule uroteliali. In questo modo evitano di essere eliminati con la minzione e possono rimanere quiescenti, riattivandosi quando le condizioni sono favorevoli.

Esiste una correlazione tra cistite e disturbi intestinali?

Sì, è stata osservata una correlazione significativa tra cistite interstiziale e condizioni come la stipsi o il colon irritabile. Questo legame sottolinea l'interazione profonda tra vescica e apparato gastrointestinale, spesso mediata da disturbi intestinali e neurotrasmettitori.

Come influisce il dolore cronico da cistite sulla qualità della vita?

L'infiammazione persistente e il dolore possono alterare profondamente la quotidianità. È fondamentale comprendere i dolore cronico: i fattori coinvolti nel disturbo per un approccio che consideri non solo il sintomo, ma l'intero equilibrio dell'organismo.

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