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Dieta depurativa: l’intestino ne ha bisogno. Ecco perchè!

L’intestino non è un semplice tubo passivo in cui scorrono gli alimenti. Bensì partecipa attivamente alla digestione ed all’assorbimento dei nutrienti (acqua inclusa), alla regolazione della sazietà, alla modulazione ormonale e immunitaria. Se si stendesse su una superficie piana l’intestino si otterrebbe un’estensione di 250 m2, cioè pari a circa quella di un campo da tennis. Questo semplice dato ci mostra quanto l’intestino di fatto rappresenti un’enorme interfaccia tra l’ambiente esterno e quello interno.

Non è un caso che i cambiamenti nello stile di vita colpiscano sempre più frequentemente il benessere e la funzionalità di questo importante organo. La maggior parte degli inquinanti, dei prodotti chimici di sintesi e delle tossine in generale ci raggiungono principalmente attraverso l’apparato gastrointestinale. Ne consegue che l’intestino può diventare un serbatoio di molecole nocive e dannose per le singole cellule e per l’intero organismo.

Se l’intestino è carico di molecole tossiche la sua salute ed il suo buon funzionamento ne risentono, come per esempio nel caso di alitosi, gonfiore addominale o disturbi dell’alvo: anche per questo motivo, una dieta depurativa dell’intestino è necessaria.

Generalmente gli effetti di un’alimentazione scorretta e l’accumulo tossinico si ripercuotono sul tratto del colon. Tuttavia, se il transito intestinale è rallentato o poco funzionante può accadere che la tossicità e gli squilibri della flora intestinale coinvolgano anche l’intestino tenue. Meno tempo i derivati alimentari permangono nel colon, meno tossine vengono assorbite dal corpo ed indirizzate ai processi detossificanti. Pertanto è fondamentale che l’intestino funzioni a dovere. Ciò vuol dire una defezione regolare e priva di sforzo o urgenza, feci con una buona consistenza ed un odore accettabile. In aggiunta l’addome dovrebbe mostrarsi al tatto sufficientemente morbido e senza zone indurite o dolorose.

Le fonti delle tossine possono essere esterne (es. additivi, conservanti, pesticidi etc.) oppure interne, come quelle derivanti dalle scorie dell’organismo e dai prodotti rilasciati dalla microflora intestinale. A supporto di tutto ciò è stato osservato che in presenza di un’alterazione della flora intestinale (disbiosi) si assiste ad un incremento dei livelli di molecole potenzialmente tossiche di origine microbiologica. In aggiunta si ricorda che il fegato espelle una parte delle tossine metabolizzate nella bile, la quale a sua volta si riversa direttamente nell’intestino, da cui possono eventualmente essere riassorbite. Pertanto, è opportuno interrompere il circolo vizioso, che mette in collegamento l’intossicazione intestinale e quella del fegato.

dieta depurativa intestinoAlcuni alimenti odierni e la flora batterica putrefattiva possono agire come aggressori nei confronti della mucosa intestinale. Ciò è spesso accompagnato dalla distruzione o dalla disgiunzione di un certo numero di cellule intestinali (enterociti) rendendo la parete dell’intestino troppo permeabile. In questo modo diverse molecole di origine intestinale o batterica possono attraversare la barriera intestinale per poi passare nella circolazione sistemica. Questo processo può avere conseguenze pericolose per la salute e variabili a seconda della struttura delle molecole coinvolte.

Nel caso l’ingresso dei rifiuti alimentari o batterici superi le capacità di eliminazione dei vari organi deputati alla detossificazione, questi non possono che accumularsi progressivamente. In particolare i rifiuti batterici ed alimentari provenienti dall’intestino possono causare reazioni immunitarie o ingombrare i tessuti contaminando l’ambiente extra-cellulare e le cellule stesse. A livello cellulare le conseguenze secondarie di questo sovraccarico di molecole nocive sono: aumento del consumo energetico e riduzione concomitante della produzione di energia, perturbazione del funzionamento cellulare e stress ossidativo causato dalla liberazione eccessiva di radicali liberi.

A cosa serve, quindi, una dieta depurativa dell’intestino? Essendo l’alimentazione moderna la causa principale di queste problematiche il Cembio mette a disposizione percorsi di detossificazione naturale dell’organismo. Questi hanno un focus imprescindibile su un’alimentazione sana, personalizzata ed in grado di depurare l’intestino e di ottimizzare le capacità detossificanti del corpo. Ciò permette di liberarsi definitivamente delle scorie accumulate a livello intestinale ed organico. In merito un’alimentazione equilibrata ed ipo-tossica – e quindi anche una dieta depurativa dell’intestino – consente di:

  • Ripristinare una flora batterica fisiologica;
  • Migliorare le capacità deputate alla digestione ed all’assorbimento evitando fermentazioni e putrefazioni;
  • Riduzione marcata dell’apporto di molecole ambientali, alimentari e microbiologiche potenzialmente dannose;
  • Riparazione dei danni subiti dalle cellule intestinali con un recupero della normale impermeabilità della mucosa dell’intestino.

Domande Frequenti

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Perché i nostri specialisti consigliano una dieta depurativa per l’intestino?

L’intestino funge da interfaccia critica tra l’ambiente esterno e quello interno. Data la sua vasta superficie e il ruolo attivo nella digestione e nella regolazione immunitaria, esso può accumulare inquinanti, prodotti chimici e tossine. Una dieta depurativa è essenziale per eliminare questo carico tossico e ripristinare la corretta funzionalità organica.

Quali sono i segnali di un intestino sovraccarico di tossine secondo Cembio?

I segnali più comuni includono alitosi, gonfiore addominale persistente e alterazioni della regolarità dell’alvo. Per un'analisi più approfondita, i nostri specialisti suggeriscono spesso un approfondimento metabolomico intestinale volto a identificare squilibri biochimici specifici.

Cosa si intende per disbiosi e come influisce sulla salute?

La disbiosi è un’alterazione della flora batterica intestinale che può portare a un incremento di molecole potenzialmente dannose. In particolare, la disbiosi intestinale putrefattiva può agire come aggressore della mucosa, favorendo l'assorbimento di scorie metaboliche e compromettendo il benessere generale.

In che modo l’intestino comunica con il fegato nel processo di detossificazione?

Il fegato espelle parte delle tossine metabolizzate attraverso la bile, che si riversa nell’intestino. Se il transito intestinale è rallentato, queste sostanze possono essere riassorbite, creando un circolo vizioso di intossicazione. Interrompere questo meccanismo è un obiettivo prioritario dei protocolli depurativi di Cembio.

Quali sono le fonti esterne delle tossine intestinali?

Le fonti esogene includono additivi alimentari, conservanti, pesticidi e inquinanti ambientali. Questi agenti possono influenzare negativamente non solo l'apparato digerente ma anche altri sistemi endocrini, come evidenziato negli studi su ipotiroidismo ed inquinanti ambientali.

Cosa sono le neurotossine di origine intestinale?

Sono molecole prodotte da una microflora alterata o derivanti da scorie organiche che possono avere effetti negativi sul sistema nervoso centrale e periferico. Per una definizione esaustiva, è possibile consultare la nostra guida su neurotossine: che cosa sono?.

L’intestino può influenzare l’insorgenza di cefalee o emicranie?

Sì, la letteratura scientifica suggerisce che squilibri gastrointestinali e l'accumulo di tossine possano scatenare crisi dolorose di tipo emicranico. Per approfondire questa connessione, Cembio mette a disposizione l'articolo su emicrania e salute gastrointestinale.

In che modo lo stress ossidativo è legato alla funzionalità intestinale?

Un intestino infiammato e carico di tossine contribuisce alla produzione sistemica di radicali liberi. Questo fenomeno è spesso interconnesso a squilibri ormonali che esacerbano lo stato di malessere cellulare, come trattato nell'approfondimento su squilibrio ormonale come causa di stress ossidativo.

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