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Il sonno. Qualcuno lo considera una perdita di tempo. Qualcun altro non ne potrebbe fare a meno e lo rimpiange fin dalle prime ore del mattino. Ma una volta nel letto non arriva.

Stiamo parlando dei disturbi del sonno, che rappresentano una vera e propria minaccia per la salute, in quanto il sonno influenza numerosi aspetti fisiologici e mentali. Per di più si tratta di un problema di ampia rilevanza nazionale (e non solo), poiché le stime mostrano che circa il 45% della popolazione soffre di insonnia transitoria ed il 15% in modo cronico. Senza tralasciare il fatto che il 40% delle persone ha difficoltà ad addormentarsi ed il 30% si risveglia durante la nottata.

Come abbiamo accennato sopra durante il sonno avvengono cambiamenti importanti nell’organismo tra cui la regolazione ormonale ed immunitaria. In particolare i livelli di cortisolo, adrenalina e noradrenalina calano vertiginosamente, mentre aumentano parallelamente quelli dell’ormone della crescita, della prolattina e della melatonina. Per quanto riguarda, invece, il sistema immunitario è stato dimostrato che il sonno notturno influenza l’immunità innata e rafforza quella adattativa, soprattutto nelle prime fasi della notte. Inoltre i globuli bianchi mostrano una distribuzione corporea differente a seconda del ritmo circadiano e di notte i linfociti T e B escono dal torrente circolatorio per raggiungere i linfonodi, da cui poter dare avvio alle risposte immunitarie. Pertanto il sonno notturno agisce come un regolatore delle risposte immunitarie preparando le difese dell’organismo a fronteggiare potenziali nemici. Inoltre il sonno induce il rilascio dell’ormone della crescita, che a sua volta agisce incrementando la proliferazione e la differenziazione delle cellule T.

Quali sono le rilevanze per la salute?

I disturbi del sonno conducono inizialmente ad un’attivazione persistente del sistema nervoso simpatico e, qualora continuino nel tempo, determinano anche ad un’alterazione del rilascio giornaliero di cortisolo, l’ormone dello stress. Il primo effetto abbassa le risposte anti-virali ed aumenta lo stato pro-infiammatorio, mentre il secondo induce immunosoppressione. Coerentemente a quanto esposto è stato osservato che un sonno frequentemente frammentato o carente è associato ad una maggiore suscettibilità alle infezioni aumentandone anche la sintomatologia. Persino una singola notte in bianco stimola l’incremento di alcuni parametri pro-infiammatori (es. PCR, IL-6 e TNF-alfa), soprattutto in coloro che soffrono di disturbi del sonno da lungo tempo e che al risveglio non si sentono proprio riposati. Inoltre sembra che la deprivazione cronica del sonno conduca al trasferimento dello stato pro-infiammatorio tipico della notte alle ore diurne e le donne sembrano più vulnerabili a questi effetti legati all’infiammazione.

Chi soffre di insonnia o generalmente dorme poco mostra un’accentuazione del tono nervoso simpatico con livelli più alti di catecolamine (adrenalina e noradrenalina) insieme ad una minore variabilità della frequenza cardiaca. Ciò ha importanti ripercussioni sulla salute. Infatti poche ore di sonno insieme ad una bassa qualità del risveglio, pur in assenza di difficoltà d’addormentamento, sono associati ad un maggior rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari. In aggiunta i disturbi del sonno incrementano significativamente il rischio di depressione, anche in chi non ne soffre attualmente. Infine la conclusione dell’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro (IARC) sul rischio di tumore in seguito alle alterazioni del ritmo circadiano (es. turni a lavoro) lascia trasparire potenziali effetti anche in ambito oncologico ancora da approfondire.

Per i disturbi del sonno sono disponibili terapie comportamentali, che hanno dimostrato di incidere positivamente sui meccanismi fisiologici e mentali implicati nell’insonnia. Una di queste è sicuramente il Training Autogeno, una tecnica sviluppa negli anni ’30 dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, che può essere definita una “meditazione sul corpo” basata sull’apprendimento di esercizi di concentrazione mentale. Nei disturbi del sonno il Training Autogeno migliora l’equilibrio neurovegetativo, smorza l’eccitazione eccessiva e favorisce un senso di distensione e di benessere. In aggiunta questo metodo riduce il tempo d’addormentamento ed i risvegli notturni, regolarizza il normale ciclo sonno-veglia, aumenta le energie e la qualità del risveglio al mattino, oltre ad intervenire positivamente sugli stati emotivi che possono a loro volta sfociare in insonnia.

Per informazioni ed appuntamenti rivolgersi ai contatti del Cembio.

Bibliografia essenziale:

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Domande Frequenti

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In che modo il sonno influenza la risposta immunitaria?

Il riposo notturno agisce come un regolatore critico delle difese. Durante il sonno, i linfociti T e B si spostano verso i linfonodi per potenziare le risposte immunitarie. Secondo i nostri specialisti, un sonno adeguato favorisce anche il rilascio dell’ormone della crescita, essenziale per la proliferazione delle cellule T.

Quali sono le conseguenze della deprivazione del sonno sull'infiammazione?

La mancanza di riposo, anche per una sola notte, stimola l'aumento di parametri pro-infiammatori come la PCR e le citochine IL-6 e TNF-alfa. Presso Cembio, osserviamo come tale condizione possa favorire una infiammazione cronica, aumentando la suscettibilità alle infezioni.

Come influisce lo stress cronico sulla qualità del riposo?

I disturbi del sonno attivano in modo persistente il sistema nervoso simpatico, alterando il rilascio di cortisolo. Per identificare con precisione questi squilibri ormonali, i nostri specialisti propongono l'analisi neuro-stress, fondamentale per comprendere l'impatto dei mediatori biochimici sulla salute.

Esistono soluzioni non farmacologiche per gestire l'insonnia?

Certamente. Esistono protocolli mirati che integrano tecniche di rilassamento come il training autogeno e l'igiene del sonno. Cembio promuove un approccio non farmacologico all’insonnia volto a ripristinare i ritmi circadiani naturali senza ricorrere necessariamente a sedativi.

Qual è il legame tra insonnia e percezione del dolore?

Un sonno frammentato o carente può abbassare la soglia del dolore e peggiorare la sintomatologia di disturbi preesistenti. È stato ampiamente studiato il rapporto tra sonno e dolore cronico, evidenziando come la regolazione emotiva sia determinante per il benessere psicofisico.

Il Neurofeedback può essere utile per i disturbi del sonno?

Sì, il Neurofeedback è una tecnica d'avanguardia che permette di allenare l'attività cerebrale per favorire il rilassamento e l'addormentamento. I nostri specialisti utilizzano il neurofeedback per i problemi di sonno con l'obiettivo di stabilizzare i ritmi corticali alterati.

Quali ormoni vengono regolati durante il sonno profondo?

Durante la notte calano i livelli di adrenalina e noradrenalina, mentre aumentano la melatonina, la prolattina e l'ormone della crescita. Quest'ultimo, in particolare, è fondamentale per la rigenerazione cellulare e il corretto funzionamento del sistema immunitario adattativo.

Come agisce il supporto psicologico nel trattamento dell'insonnia?

L'insonnia è spesso legata a fattori emotivi e cognitivi. Un percorso mirato di sostegno psicologico aiuta a gestire l'ansia da prestazione notturna e a destrutturare le abitudini disfunzionali che impediscono un riposo ristoratore.

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