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Premessa:

  1. La maggior parte delle malattie nascono nell’intestino;
  2. Lo stato e il funzionamento del colon condizionano la salute del corpo;
  3. Un’igiene alimentare impropria ed uno stile di vita scorretto possono comportare l’alterazione della salute intestinale e conseguentemente di tutto l’organismo.

Nell’intestino sono contenuti, soprattutto nell’ultima parte intestinale (grosso intestino), circa un chilo di batteri, la famosa flora batterica, presente in circa 400 specie diverse di batteri in equilibrio tra batteri “buoni” e batteri “cattivi”.  La maggior parte dei microrganismi si trova nel colon e si diversificano nei vari tratti dell’apparato gastrointestinale in base alla struttura anatomica, alle diverse motilità dei vari segmenti, alla temperatura, al pH e all’alimentazione.

In base al comportamento nei riguardi dell’ospite è possibile distinguere 3 gruppi microbici .
Eubiotici   buoni = vivono in simbiosi con l’ospite e determinano il giusto equilibrio dell’ecosistema intestinale; sono (Lactobacilli, Bifidobacteri, Streptococchi), acidificano l’ambiente ed attaccano i carboidrati con il processo fermentativo.
Potenzialmente dannosi =  Proteus, Staphylococcus, Clostrium, Veillonella, Prevotella.
Potenzialmente patogeni = “possono” provocare patologie quando prendono il sopravvento su altre specie. (Escherichia, Bacterioides, Enterobacteria, Enterococcus), alcalinizzano l’ambiente ed hanno una attività prevalentemente proteolitica: determinano la putrefazione delle proteine  generando così sostanze tossiche.

Solo la prevalenza di quella buona (eubiotica) su quella cattiva (patogena) garantisce salute e benessere e lo stato fisiologico di equilibrio tra l’organismo e la flora batterica intestinale viene definito eubiosi.

A causa di uso improprio e/o eccessivo di antibiotici, di importanti stress, interventi chirurgici o patologie intestinali, la flora batterica patogena può prendere il sopravvento su quella eubiotica.
Si ha così quel fenomeno chiamato disbiosi, i cui principali effetti sono:
·  Flatulenza
·  Alvo non regolare
·  Diarrea
·  Stanchezza, depressione, cambiamenti d’umore
·  Tensione addominale
·  Gengivite cronica e Gastrite cronica
·  Pesantezza e gonfiore dopo i pasti
·  Eruzioni cutanee
·  Tendenza generale alle infiammazioni

Considerato che nel nostro intestino è localizzato circa l’80% del nostro sistema immunitario   è facile comprendere quanto sia importante per la nostra salute che non si alteri la flora eubiotica. Proprio da questo legame con il sistema immunitario nasce la relazione tra benessere intestinale ed intolleranze alimentari, che non fanno altro che aggravare i sintomi gastrointestinali e/o evidenziarne altri (anche generalizzati) correlabili alla presenza di una continua e persistente alterazione immunitaria e a un continuo perpetuarsi di uno stato infiammatorio.

Le intolleranze alimentari sono la tendenza dell’organismo a sviluppare ipersensibilità ad un alimento e/o ad una sostanza contenuta in un alimento e può essere mediata o da meccanismi enzimatici o dal sistema immunitario.

L’intolleranza alimentare è un fenomeno legato alla stimolazione ripetuta nel tempo del sistema immunitario da parte di un alimento, di un allergene o di un conservante; possiamo dire che per l’evidenziarsi di una intolleranza alimentare vi è la necessità di un lento e progressivo “avvelenamento” dell’organismo.

Numerose le patologie correlabili ad una intolleranza alimentare ne possono trarre beneficio:

  • Patologie del Cavo orale: edema della lingua, delle labbra, del palato, della faringe, placche, afte;
  • Patologie dell’ Apparato gastro-intestinale: nausea, crampi, dispepsia postprandiale, diarrea, vomito, addominalgia, flatulenza e meteorismo, sindrome del colon irritabile;
  • Patologie della Cute: eruzioni cutanee, dermatiti, prurito, eczema, orticaria;
  • Patologie dell’ apparato Respiratorio: Riniti, sinusiti, bronchiti, asma, tosse faringite o laringite recidivanti, poliposi nasale e sinusale, respiro corto, edema della glottide, asma;
  • Altro: Sovrappeso,cefalea,cistiti, vaginiti, candidosi, cistiti abatteriche.

Per mantenere il benessere intestinale occorre avere un’attenta alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali e in generale di cibi semplici e sani.

Acne, mal di testa, affaticamento, costipazione, allergie, irritabilità, nervosismo, depressione, addome gonfio, neurite, difficoltà di concentrazione, insonnia, problemi mestruali, gonfiore alle gambe, perdita della libido, alitosi, freddolosità, fragilità delle unghie e dei capelli, problemi di circolazione, lingua sporca, colorito giallastro, occhiaie, anemia. Sono queste, solo alcune delle affezioni più diffuse, le cui cause sono sempre più spesso collegate con la cattiva igiene dell’intestino

Un intestino sano, è il presupposto per un corpo in forma.

Se desideri maggiori informazioni o fissare un appuntamento contatta la segreteria del Cembio.

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Domande Frequenti

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Qual è il legame tra la flora batterica intestinale e le intolleranze alimentari?

Circa l'80% del sistema immunitario risiede nell'intestino. I nostri specialisti evidenziano come un'alterazione della flora batterica (disbiosi) possa compromettere l'equilibrio immununitario, favorendo lo sviluppo di intolleranze alimentari che alimentano uno stato infiammatorio persistente. Per approfondire l'equilibrio della mucosa, è possibile consultare la sezione dedicata all' approfondimento metabolomico intestinale.

Quali sono i principali sintomi di una disbiosi intestinale associata alle intolleranze?

La disbiosi può manifestarsi attraverso gonfiore addominale, flatulenza, stanchezza cronica, eruzioni cutanee e irregolarità dell'alvo. Cembio osserva che tali segnali indicano spesso una prevalenza di batteri patogeni su quelli eubiotici. Una condizione specifica spesso rilevata è la disbiosi intestinale putrefattiva, che genera sostanze tossiche per l'intero organismo.

In che modo l'infiammazione influisce sulla sensibilità verso determinati alimenti?

Le intolleranze alimentari non sono eventi isolati, ma spesso la conseguenza di un continuo stato infiammatorio che aggrava i sintomi gastrointestinali e sistemici. Comprendere cosa alimenta l’infiammazione è fondamentale per ristabilire la corretta tolleranza immunitaria e ridurre la reattività dell'organismo.

Perché lo stile di vita influisce sulla salute del colon e delle intolleranze?

Un'igiene alimentare impropria, lo stress e l'uso eccessivo di antibiotici alterano il pH e la motilità intestinale, favorendo la crescita di microrganismi potenzialmente dannosi. I nostri specialisti sottolineano che il ripristino della salute intestinale può beneficiare di percorsi mirati come la detossificazione sistemica, volta a purificare l'organismo dalle tossine accumulate.

Le intolleranze alimentari possono avere ripercussioni su altri organi?

Certamente. Poiché la salute del corpo è condizionata dallo stato del colon, uno squilibrio intestinale può influenzare negativamente il sistema cardiovascolare, la pelle e l'umore. Cembio analizza con attenzione il legame tra l’intestino e le malattie cardiovascolari per offrire una visione sistemica del benessere del paziente.

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