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L’ipertensione essenziale o primaria rappresenta 85% dei casi di ipertensione e non ha una causa chiara e definita alla base. Tuttavia, cresce sempre di più l’evidenza che un’alterazione del sistema nervoso autonomo risulta centrale sia nello sviluppo che nella progressione di questo disturbo. Vediamo di che cosa si tratta.

Controllo fisiologico della pressione

L’organismo possiede meccanismi di auto-regolazione, che lavorano per mantenere un’adeguata pressione arteriosa rispetto ai fabbisogni dei tessuti e che possono essere suddivisi in processi nervosi, ormonali o renali. In special modo il sistema nervoso autonomo è una parte del sistema nervoso deputata al controllo delle funzioni vitali in maniera indipendente dalla volontà e riveste un ruolo importante nel controllo continuo della pressione arteriosa. Esso può essere suddiviso in:

  • Sistema nervoso simpatico: media le risposte fisiologiche a condizioni di stress quali quelle che caratterizzano i comportamenti di lotta o fuga, influenzando la gittata cardiaca, la vasocostrizione cutanea, la broncodilatazione, il metabolismo energetico, la sudorazione ed inibendo nel frattempo le funzioni digestive e riproduttive;
  • Sistema nervoso parasimpatico: opera in condizioni di tranquillità e serenità allo scopo di favorire le funzioni vegetative e ripristinare le riserve energetiche.

Per esempio a livello del cuore il sistema simpatico determina un aumento della frequenza e della contrattilità cardiaca, mentre il parasimpatico rallenta i battiti cardiaci. Inoltre se l’attività simpatica aumenta i vaso sanguigni si costringono e mostrano una maggiore resistenza al flusso sanguigno alzando la pressione arteriosa. Per questi motivi l’ipertensione essenziale può essere considerata uno sbilanciamento tra l’attività simpatica e parasimpatica.

Fattori di rischio e conseguenze

Una pressione del sangue persistentemente alta causa danni al cervello, ai reni, al cuore ed ai vasi del sangue aumentando il rischio di ictus, infarto ed insufficienza renale. Un ampio numero di fattori biologici, comportamentali e psicologici contribuiscono alla cronicizzazione dell’ipertensione. In merito i principali fattori di rischio includono: l’età avanzata, l’obesità, il diabete di tipo 2, le alterazioni lipidiche ed uno stile di vita scorretto. Durante il giorno la pressione cambia a seconda dell’attività fisica ed è influenzata dall’umore e dallo stress quotidiano. A supporto di tutto ciò è ormai chiaro che anche la rabbia, il rimurginamento continuo, i disturbi d’ansia o l’umore depresso aumentano il rischio di innalzare la pressione.

Sedute di Biofeedback

Il Biofeedback è una metodica che avvalendosi di una strumentazione all’avanguardia misura e monitora numerosi parametri fisiologici del soggetto, il quale nel frattempo rimane tranquillamente seduto e li osserva in diretta mentre svolge semplici esercizi. Quest’ultimi hanno l’obiettivo di acquisire una maggiore consapevolezza ed un miglior controllo dei propri processi psicofisiologici, che come abbiamo discusso, sono strettamente implicati nello sviluppo e nel mantenimento dell’ipertensione arteriosa. Inoltre consente di allenare l’autoconsapevolezza dei propri livelli di tensione, agitazione, stress e di apprendere una buona tecnica respiratoria, che hanno dimostrato di incidere a beneficio del sistema cardiovascolare.

Il Biofeedback enfatizza l’adozione di un ruolo attivo da parte della persona nella riduzione degli effetti negativi del sistema nervoso autonomo sulla pressione arteriosa.  In particolare lavora efficacemente nell’attenuazione dell’iper-attività del sistema nervoso simpatico con risvolti benefici sia a livello cardiaco, sia vascolare che mentale dando una sensazione di ritrovata calma, lucidità e benessere.

In conclusione il Biofeedback rappresenta una metodica efficace e valida nell’abbassamento dell’ipertensione essenziale e permette di acquisire non solo una maggiore consapevolezza della pressione arteriosa nella vita quotidiana, ma educa anche la persona a far fronte alle emozioni negative e ad apprendere le strategie migliori di auto-regolazione cardiovascolare.

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Bibliografia essenziale:

  • Nakao M, et al. Blood pressure-lowering effects of biofeedback treatment in hypertension: a meta-analysis of randomized controlled trials. Hypertens Res. 2003 Jan;26(1):37-46;
  • Brook RD, Julius S. Autonomic imbalance, hypertension, and cardiovascular risk. Am J Hypertens. 2000 Jun;13(6 Pt 2):112S-122S;
  • Kubzansky LD, et al. The clinical impact of negative psychological states: expanding the spectrum of risk for coronary artery disease. Psychosom Med. 2005 May-Jun;67 Suppl 1:S10-4;
  • Linden W, Moseley JV. The efficacy of behavioral treatments for hypertension. Appl Psychophysiol Biofeedback. 2006 Mar;31(1):51-63.

 

 

 

 

Domande Frequenti

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In che modo il sistema nervoso influenza l’ipertensione arteriosa?

L’ipertensione essenziale è spesso riconducibile a uno sbilanciamento del sistema nervoso autonomo. I nostri specialisti sottolineano come un’iperattività del sistema simpatico possa causare vasocostrizione e un aumento della frequenza cardiaca, fattori che elevano stabilmente la pressione. Per approfondire queste dinamiche, è utile consultare l’analisi su stress, emozioni e salute cardiovascolare.

Come agisce il biofeedback per il controllo della pressione?

Il Biofeedback è una metodica d’avanguardia utilizzata presso Cembio per monitorare in tempo reale parametri fisiologici come la frequenza cardiaca e la tensione muscolare. Attraverso esercizi specifici, il soggetto apprende a autoregolare le proprie funzioni vegetative, favorendo l'attività del sistema parasimpatico e contribuendo a una riduzione naturale dei livelli pressori.

Qual è il legame tra stress emotivo e salute cardiovascolare?

Fattori psicologici come ansia, rabbia e rimuginio attivano costantemente i meccanismi di allerta dell'organismo, influenzando negativamente la pressione sanguigna. I nostri specialisti promuovono percorsi mirati a ristabilire l’equilibrio emotivo e stress nell’ipertensione arteriosa per ridurre l’impatto di questi fattori di rischio sul cuore.

Esistono altri approcci non farmacologici per supportare il sistema cardiocircolatorio?

Oltre al Biofeedback, Cembio adotta protocolli integrati che considerano lo stile di vita e i fattori metabolici. Un approccio completo alla prevenzione cardiovascolare include la gestione dello stress, l'attività fisica e il monitoraggio di parametri biologici che possono influenzare la rigidità arteriosa e la salute dei vasi.

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