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Da poco, molti autori iniziano a considerare le malattie infiammatorie intestinali (IBD) come condizioni profondamente connesse con l’alimentazione.

Tutti i pazienti lo hanno sempre pensato: chi soffre di questi disturbi chiede al medico come deve mangiare e per anni la maggior parte dei medici ha sempre negato qualsiasi ruolo del cibo nella comparsa di queste malattie. Andando contro le percezioni delle persone malate, ma continuando a negare l’effetto alimentare sulle malattie infiammatorie intestinali, spesso a dispetto delle evidenze cliniche e di alcuni importanti lavori internazionali che suggerivano un approccio diverso.

Nel nostro centro,  trattiamo queste forme con un forte supporto dato dalla scelta di schemi dietetici che riducano l’infiammazione da cibo e fortunatamente da qualche anno supportati da studi internazionali che hanno ad esempio confermato la reattività al Saccharomyces cerevisiae nella malatta da Chron (significa che c’è una forte componente dovuta ai lieviti e alle sostanze fermentate).

Più di recente  studi effettuati su persone malate di malattia di Crohn hanno confermato non solo che c’è una forte componente dovuta al cibo, ma che l’analisi delle Immunoglobuline G verso i cibi consente di identificare le cause di un aggravamento e di trovare una via che aiuti la guarigione.

Interessante  è valutare anche i livelli di calprotectina fecale nei soggetti trattati.

Grazie a schemi di trattamento alimentare che facilitino il ritorno ad una alimentazione varia e che consentano il pieno recupero della tolleranza alimentare, anche le malattie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa e malattia di Chron) possono diventare una condizione temporanea in cui la consapevolezza nutrizionale aiuta a raggiungere la guarigione.

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Domande Frequenti

In qualità di SEO Specialist Senior, ho predisposto le FAQ ottimizzate per massimizzare la visibilità sui motori di ricerca e soddisfare l'intento di ricerca degli utenti interessati alle malattie infiammatorie intestinali (IBD) e al loro legame con la nutrizione. Seguendo le indicazioni fornite, ho selezionato le 5 domande più rilevanti per l'articolo, integrando i link interni suggeriti e rispettando i vincoli terminologici. ### 1. JSON-LD FAQPage json { "@context": "https://schema.org", "@type": "FAQPage", "mainEntity": [ { "@type": "Question", "name": "Qual è il legame tra alimentazione e malattie infiammatorie intestinali secondo Cembio?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) sono profondamente connesse alle scelte alimentari. I nostri specialisti sottolineano come schemi dietetici specifici possano ridurre l'infiammazione sistemica, superando il vecchio paradigma medico che negava il ruolo del cibo nella gestione di queste condizioni." } }, { "@type": "Question", "name": "Come influiscono i lieviti e le sostanze fermentate nella malattia di Crohn?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Studi internazionali hanno confermato una marcata reattività al Saccharomyces cerevisiae nei soggetti affetti da malattia di Crohn. Questo indica una forte componente infiammatoria dovuta ai lieviti, che Cembio analizza attentamente per personalizzare il percorso nutrizionale del paziente." } }, { "@type": "Question", "name": "Quale ruolo hanno le Immunoglobuline G (IgG) nel trattamento delle malattie intestinali?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "L'analisi delle IgG verso i cibi permette di identificare gli antigeni alimentari che possono aggravare lo stato infiammatorio. Presso Cembio, questo approccio aiuta a definire una strategia mirata per facilitare il recupero della tolleranza e la remissione dei sintomi." } }, { "@type": "Question", "name": "È possibile tornare a un'alimentazione varia in presenza di colite ulcerosa o Crohn?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Sì, l'obiettivo dei trattamenti alimentari proposti dai nostri specialisti è il pieno recupero della tolleranza alimentare. Attraverso la consapevolezza nutrizionale, la malattia può essere gestita come una condizione temporanea, puntando al ritorno verso una dieta diversificata e bilanciata." } }, { "@type": "Question", "name": "Perché è importante monitorare l'infiammazione intestinale per la salute globale?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "L'infiammazione intestinale non trattata può avere ripercussioni sistemiche su tutto l'organismo. Valutare parametri come la calprotectina fecale è essenziale per comprendere lo stato di salute generale e prevenire complicazioni correlate a uno stato flogistico persistente." } } ] } --- ### 2. Formato HTML per il Sito Web

Qual è il legame tra alimentazione e malattie infiammatorie intestinali secondo Cembio?

Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) sono oggi considerate condizioni profondamente connesse alle abitudini alimentari. I nostri specialisti utilizzano schemi dietetici mirati per ridurre l’impatto flogistico dei nutrienti, poiché è ormai evidente che determinati alimenti possano modulare la risposta immunitaria. Per approfondire come certi nutrienti possano influenzare i processi biologici, è utile consultare la nostra analisi su cosa alimenta l’infiammazione.

Come influiscono i lieviti e le sostanze fermentate nella malattia di Crohn?

Recenti evidenze internazionali hanno evidenziato una specifica reattività al Saccharomyces cerevisiae nei pazienti con malattia di Crohn. Ciò suggerisce che la presenza di lieviti e sostanze fermentate possa agire come stimolo infiammatorio persistente. Presso Cembio, l'approccio nutrizionale tiene conto di queste sensibilità, spesso legate a quadri di disbiosi intestinale putrefattiva che necessitano di un intervento correttivo specifico.

Quale ruolo hanno le Immunoglobuline G (IgG) nel trattamento delle malattie intestinali?

L’analisi delle Immunoglobuline G (IgG) rivolte verso specifici alimenti consente di mappare le potenziali cause di aggravamento dei sintomi. Identificare queste reattività permette ai nostri specialisti di strutturare una via verso la guarigione più efficace, contrastando quella che viene definita infiammazione cronica di basso grado: la minaccia silenziosa.

È possibile tornare a un'alimentazione varia in presenza di colite ulcerosa o Crohn?

Assolutamente sì. Uno dei pilastri del trattamento presso Cembio è il recupero della tolleranza alimentare. Attraverso un percorso di consapevolezza nutrizionale, l'obiettivo è trasformare la patologia in una condizione temporanea, facilitando il ritorno a una dieta libera e varia. Per supportare questo processo, può essere indicato un approfondimento metabolomico intestinale volto a valutare la funzionalità biochimica del sistema digerente.

Perché è importante monitorare l'infiammazione intestinale per la salute globale?

Il mantenimento della salute dell'intestino è fondamentale per la prevenzione di disturbi che coinvolgono altri apparati. Un'infiammazione intestinale cronica, misurabile anche tramite la calprotectina fecale, può infatti riflettersi sul benessere di altri organi. È noto, ad esempio, il legame tra l’intestino e le malattie cardiovascolari, a dimostrazione di quanto l'equilibrio nutrizionale sia centrale per la longevità e la salute sistemica.

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