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Pensate che avere la pressione alta sia soltanto una questione di cuore? Ebbene, non è così. Perché la regolazione cardiovascolare passa attraverso il nostro sistema nervoso. Scopriamo di che cosa si tratta.

Il sistema nervoso autonomo: definizione

Il sistema nervoso vegetativo o autonomo è una parte del sistema nervoso deputata al controllo delle funzioni vitali ed è costituito da neuroni che funzionano in maniera indipendente dalla volontà dell’individuo. E’ suddiviso in sistema simpatico e sistema parasimpatico, i quali differiscono tra loro per le caratteristiche anatomiche, per i neurotrasmettitori utilizzati e per gli effetti indotti sull’organismo. Detto ciò si assiste negli ultimi anni ad una rivalutazione dell’importanza del sistema nervoso autonomo in campo preventivo e terapeutico, soprattutto per quanto concerne il sistema cardiovascolare.

Una spiccata attivazione del ramo simpatico precede l’innalzamento della pressione arteriosa e può contribuire sia al mantenimento che alla progressione dell’ipertensione essenziale. Nonostante i meccanismi neurofisiologici siano in parte differenti, il sistema nervoso autonomo svolge un ruolo rilevante sia nei soggetti in normopeso che in quelli in sovrappeso.

Nei primi, infatti, si assiste generalmente ad un’elevata attivazione del simpatico a livello cardiaco, muscolare e renale. Per quanto riguarda, invece, il secondo gruppo già a partire dagli studi di Landsberg è stato osservato che la maggioranza dei soggetti con obesità mostra un iper-tono simpatico, anche in assenza di ipertensione. Benché ci siano altri fattori che intervengono nella regolazione della pressione del sangue, in caso di obesità il sistema nervoso simpatico dà un contributo rilevante all’innalzamento pressorio probabilmente attraverso gli effetti sul sistema muscolare e quello vascolare.

Il ruolo dell’insulina nell’ipertensione arteriosa

Il fatto che un’iper-attivazione simpatica sia stata confermata anche nella sindrome metabolica ci permette di introdurre il ruolo dell’insulina in questi meccanismi. E’ ben noto che un forte innalzamento dell’insulina attiva il sistema nervoso simpatico, ma ciò nei soggetti in normopeso non conduce ad un innalzamento pressorio perché avviene contemporaneamente una vasodilatazione diretta dalla stessa insulina. In merito ci sono evidenze convincenti che il bilanciamento tra l’azione pro-simpatica e vasodilatatoria dell’insulina sia compromesso nell’obesità e nell’ipertensione agevolando un incremento della pressione del sangue. In aggiunta in assenza di alterazioni metaboliche gli effetti vasodilatatori dell’insulina permettono il rilascio degli zuccheri dal sangue ai tessuti. Viceversa quando questo processo è alterato la ridotta vasodilatazione comporta una riduzione della captazione degli zuccheri da parte dei muscoli scheletrici favorendo lo sviluppo della resistenza insulinica.

Gli effetti sulla pressione del sangue

L’elevata attività del sistema nervoso simpatico nell’ipertensione non è stabile, bensì segue l’andamento pressorio e la progressione dalle fasi iniziali a quelle più severe, cioè quando compaiono le complicanze renali e cardiaca oppure quando la terapia farmacologica non risulta più efficace. Si aggiunga che nello sviluppo dell’ipertensione arteriosa sono coinvolti altri processi tra cui un calo del tono vagale e dei meccanismi stabilizzatori della pressione, alterazioni ormonali e le conseguenze dell’ipossia come per esempio nelle apnee notturne, una condizione molto comune nelle persone ipertese.

In aggiunta le fibre del sistema nervoso simpatico innervano i reni influenzando il trasporto del sodio, la secrezione di ormoni e la resistenza vascolare. I tubuli renali ricevono, infatti, una fitta innervazione da parte di questo sistema che stimola il riassorbimento del sodio. L’attivazione simpatica è presente fin dalle prime fasi delle malattie renali aggravando l’ipertensione preesistente e l’escrezione di proteine nelle urine.

Con l’aiuto di uno specialista è possibile affrontare gli innalzamenti patologici della pressione.

Si ipotizza che tutti questi sbilanciamenti espongono ad un maggior rischio di innalzamenti pressori in seguito a stimoli ambientali e stress portando inizialmente ad una maggiore variabilità della pressione del sangue e successivamente ad uno stato ipertensivo persistente.

Queste evidenze costituiscono il razionale per deattivare il sistema nervoso simpatico attraverso interventi mirati e integrati che abbassino la pressione arteriosa e proteggano l’organismo dalle complicanze patologiche. Ciò può essere ottenuto attraverso il Biofeedback e le tecniche di rilassamento come il Training Autogeno, che controbilanciando i processi alla base dell’innalzamento della pressione hanno dimostrato di essere validi strumenti terapeutici.

In conclusione nell’ipertensione si assiste ad un calo del controllo cardiovascolare mediato dal sistema nervoso, che richiede di essere ripristinato attraverso interventi efficaci e personalizzati.

Se soffri di pressione del sangue alta il Cembio può aiutarTi!

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Domande Frequenti

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Qual è il legame tra sistema nervoso autonomo e ipertensione arteriosa?

Il sistema nervoso autonomo, o vegetativo, regola le funzioni vitali indipendentemente dalla volontà. I nostri specialisti sottolineano come una spiccata attivazione del sistema simpatico preceda spesso l’innalzamento della pressione, contribuendo attivamente al mantenimento e alla progressione dell’ipertensione essenziale.

In che modo l’iper-attivazione del sistema simpatico influisce sulla salute cardiovascolare?

L’iper-tono del sistema simpatico agisce su diversi organi, tra cui cuore, reni e vasi muscolari. Per monitorare questi equilibri, Cembio propone l' analisi neuro-stress, utile a valutare come la risposta del sistema nervoso impatti sulla regolazione pressoria.

Qual è il ruolo dell’insulina nell’ipertensione arteriosa?

Livelli elevati di insulina possono attivare il sistema nervoso simpatico. Mentre nei soggetti in equilibrio questo non causa ipertensione, in presenza di sindrome metabolica o obesità l'insulina contribuisce all'innalzamento pressorio attraverso complessi meccanismi vascolari e muscolari.

Come influisce l’obesità sull’attività del sistema nervoso simpatico?

I soggetti con obesità mostrano frequentemente un iper-tono simpatico anche in assenza di ipertensione conclamata. Questo stato favorisce l'aumento della pressione del sangue agendo sulla resistenza dei vasi e sulla funzionalità del sistema muscolare, richiedendo un approccio integrato per la salute.

Perché lo stress e l’equilibrio emotivo sono fondamentali per gestire la pressione?

Le reazioni emotive prolungate mantengono il sistema nervoso in uno stato di allerta costante. Per approfondire questo aspetto, i nostri specialisti raccomandano di consultare la risorsa su equilibrio emotivo e stress nell’ipertensione arteriosa.

Come incidono le emozioni sulla fisiologia del cuore?

Il cuore risponde direttamente agli stimoli del sistema nervoso scatenati da stati emotivi. Per una visione completa, i nostri specialisti suggeriscono l'approfondimento su stress, emozioni e salute cardiovascolare.

Cosa differenzia l’ipertensione nei soggetti normopeso rispetto a quelli in sovrappeso?

Nei soggetti normopeso si osserva spesso un'elevata attivazione simpatica a livello cardiaco, muscolare e renale. Nei soggetti in sovrappeso, l'iper-tono è persistente e spesso legato a fattori metabolici, ma in entrambi i casi il sistema nervoso gioca un ruolo determinante nell'andamento pressorio.

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