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Il DNA è la molecola più famosa del mondo perché contiene le informazioni necessarie per un corretto sviluppo e per il mantenimento delle funzioni fisiologiche tra cui il metabolismo degli zuccheri. Che cosa sappiamo dell’influenza del DNA sulle problematiche legate alla glicemia ed all’insulina? Ecco una breve panoramica.

La resistenza insulinica può essere definita come l’incapacità da parte dell’ormone insulina di stimolare la captazione degli zuccheri del sangue da parte dei tessuti sensibili quali i muscoli ed il fegato. Di conseguenza il pancreas è costretto a secernere una maggiore quantità di insulina al fine di mantenere l’equilibrio glicemico. Con il passare del tempo i meccanismi di compensazione non riescono a tenere a bada il difetto ed il diabete è ormai alle porte.

Quando l’insulina funziona male ne risente anche la salute.

La resistenza insulinica è spesso accompagnata dalla sindrome metabolica, la quale è caratterizzata dalla combinazione di ipertensione, dislipidemia, iperglicemia e obesità addominale. E’ opportuno precisare che a resistenza insulinica non è presente esclusivamente nei soggetti in sovrappeso, ma può essere conseguente anche ad altre alterazioni metaboliche (es. squilibri ormonali ed infiammatori). Ad ogni modo sia la resistenza insulinica che la sindrome metabolica sono importanti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari ed il diabete di tipo II ed attualmente la loro prevalenza nelle popolazioni è stimata al 20-40% secondo una tendenza in crescita, soprattutto nei paesi in via di sviluppo e tra i più giovani.

Accanto agli indiscutibili fattori legati allo stile di vita le più recenti evidenze scientifiche hanno messo in luce anche i fattori di rischio genetici per lo sviluppo della resistenza insulinica e della sindrome metabolica. A partire dagli iniziali studi di genetica familiare gli avanzamenti tecnologici hanno ormai permesso di ampliare notevolmente le possibilità di scoprire i collegamenti tra le varianti genetiche ed un particolare tratto d’interesse. In particolare il sequenziamento del DNA di nuova generazione ha trovato circa 88 potenziali candidati per il diabete. La maggior parte di queste varianti genetiche, chiamati anche polimorfismi, hanno a che fare con la produzione e la secrezione dell’insulina da parte delle cellule pancreatiche.

Un caso esemplare è dato dalla scoperta nel 2006 ad opera del ricercatore Grant della variante rs7903146 nel gene TCF7L2 sul cromosoma 10. Questo polimorfismo è comune nella popolazione e mostra l’associazione più forte e consistente con il rischio di sviluppare il diabete nei caucasici, come gli europei. In maggior dettaglio il gene TCF7L2 codifica per una proteina che agisce sia come induttore che come inibitore dell’espressione genica non solo nel pancreas, ma anche in altri tessuti sensibili all’insulina tra cui il fegato ed il tessuto adiposo.

L’analisi genetica permette di valutare le suscettibilità individuali ai disturbi del metabolismo.

Numerosi studi hanno confermato che l’allele T è correlato ad un’alterazione della funzionalità delle cellule beta pancreatiche, in cui si assiste probabilmente ad una riduzione del contenuto e della secrezione di insulina. In special modo, tenendo conto del ruolo di TCF7L2 nell’elaborazione dell’insulina, si ipotizza che la variante determini un maggiore accumulo del precursore dell’insulina insieme ad un minore rilascio della forma matura in risposta all’innalzamento della glicemia. Tutto ciò aumenta il grado di resistenza insulinica, forse aggravato dai possibili effetti negativi dell’allele T sul rilascio di zuccheri da parte del fegato. Infine il polimorfismo è associato ad un maggiore rischio di sviluppare iperglicemia oppure nei soggetti con fattori predisponenti di incorrere nel diabete, persino nei soggetti giovanissimi.

In conclusione gli approfondimenti genetici consentono di evidenziare i fattori genetici di suscettibilità per le problematiche relative al metabolismo degli zuccheri.

Bibliografia essenziale:

  • Ford ES et al. Prevalence of the metabolic syndrome among U.S. adolescents using the definition from the International Diabetes Federation. Diabetes Care. 2008;31(3):587–9;
  • Mohlke KL, Boehnke M. Recent advances in understanding the genetic architecture of type 2 diabetes. Hum Mol Genet. 2015;24(R1):R85–92;
  • Elbein SC et al. Transcription factor 7-like 2 polymorphisms and type 2 diabetes, glucose homeostasis traits and gene expression in US participants of European and African descent. Diabetologia. 2007;50(8):1621–30;
  • Liu PH et al. Genetic variants of TCF7L2 are associated with insulin resistance and related metabolic phenotypes in Taiwanese adolescents and Caucasian young adults. J Clin Endocrinol Metab. 2009;94(9):3575–82;
  • Bailey KA et al. Evidence of non-pancreatic beta cell-dependent roles of Tcf7l2 in the regulation of glucose metabolism in mice. Hum Mol Genet. 2015;24(6):1646–54;
  • Catrina Coprano et al. The rs7903146 Variant in the TCF7L2 Gene Increases the Risk of Prediabetes/Type 2 Diabetes in Obese Adolescents by Impairing β-Cell Function and Hepatic Insulin Sensitivity. Diabetes Care 2017 Aug; 40(8): 1082-1089.
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Guarda il video sul ruolo dell’alimentazione nel controllo della glicemia e dell’insulina:

 

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Domande Frequenti

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Qual è il ruolo della genetica nello sviluppo della resistenza insulinica?

La genetica svolge un ruolo cruciale nella predisposizione alla resistenza insulinica. Studi recenti hanno identificato numerosi polimorfismi genetici che influenzano la capacità delle cellule pancreatiche di produrre insulina e la sensibilità dei tessuti periferici all'ormone. I nostri specialisti sottolineano come varianti specifiche, come quelle del gene TCF7L2, possano aumentare significativamente il rischio metabolico.

Esistono test per valutare la predisposizione genetica al diabete?

Sì, il sequenziamento del DNA di nuova generazione permette di individuare varianti genetiche associate a un rischio elevato di sviluppare il diabete di tipo II. Presso Cembio, l'analisi genetica viene integrata in un percorso di valutazione più ampio, che può includere il test epigenetico CemBioAge per monitorare come lo stile di vita interagisce con il proprio patrimonio ereditario.

La resistenza insulinica può colpire anche chi non è in sovrappeso?

Certamente. Sebbene l'obesità sia un fattore di rischio primario, la resistenza insulinica può manifestarsi anche in soggetti normopeso a causa di fattori genetici, squilibri ormonali o stati infiammatori silenti. Per approfondire l'impatto dei processi biologici sottostanti, è utile consultare l'articolo su infiammazione cronica e memoria epigenetica.

Che cos’è il polimorfismo del gene TCF7L2?

Il gene TCF7L2 codifica per una proteina che regola l'espressione genica nel pancreas, nel fegato e nel tessuto adiposo. La variante rs7903146 di questo gene è considerata uno dei fattori di rischio genetici più forti per il diabete nelle popolazioni caucasiche, poiché altera la secrezione di insulina e la gestione degli zuccheri nel sangue.

Come può Cembio aiutare a gestire il rischio di sindrome metabolica?

I nostri specialisti adottano un approccio multidisciplinare per contrastare la sindrome metabolica, focalizzandosi sulla correzione dei fattori di rischio cardiovascolare e metabolico. Un pilastro fondamentale di questa strategia è il supporto non farmacologico per il diabete, mirato a ottimizzare la sensibilità insulinica attraverso interventi personalizzati.

Quali sono le conseguenze a lungo termine di una gestione inefficiente dell’insulina?

Un'insulina che funziona male può portare allo sviluppo di ipertensione, dislipidemia e iperglicemia cronica, componenti chiave della sindrome metabolica. Queste condizioni aumentano drasticamente il rischio di patologie gravi; pertanto, Cembio promuove attivamente la prevenzione cardiovascolare come strategia primaria per la salute a lungo termine.

In che modo il DNA influenza il metabolismo degli zuccheri?

Il DNA contiene le istruzioni per la sintesi di proteine e ormoni necessari al corretto assorbimento del glucosio. Varianti genetiche specifiche possono interferire con la comunicazione tra l'insulina e i recettori cellulari nei muscoli e nel fegato, rendendo il metabolismo meno efficiente nel mantenere l'equilibrio glicemico.

Perché la sindrome metabolica è in costante crescita tra i giovani?

La crescita è dovuta a una combinazione di fattori ambientali, alimentazione sbilanciata e una predisposizione genetica che viene esacerbata dallo stile di vita moderno. Identificare precocemente le vulnerabilità metaboliche permette di intervenire prima che i meccanismi di compensazione del pancreas vengano meno.

Qual è il legame tra salute arteriosa e insulino-resistenza?

L'insulino-resistenza promuove stati infiammatori che danneggiano le pareti dei vasi sanguigni, accelerando i processi degenerativi. Per questa ragione, i nostri specialisti considerano essenziale monitorare la salute vascolare, come descritto nell'approfondimento su aterosclerosi coronarica.

Cosa si intende per polimorfismi genetici nel contesto metabolico?

I polimorfismi sono variazioni comuni nella sequenza del DNA tra gli individui. Nel metabolismo, queste varianti determinano come una persona risponde ai carboidrati o come il suo corpo produce insulina. Comprendere questi fattori genetici è essenziale per i nostri specialisti al fine di definire un percorso di salute preciso e su misura per il paziente.

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