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L’ossigeno (O2) è una molecola indispensabile per la vita e per la salute in quanto interviene nella produzione dell’energia all’interno delle cellule. Il suo percorso nell’organismo è alquanto lungo e complesso, poiché l’ossigeno non solo deve entrare dai polmoni, ma deve anche arrivare alla meta finale nelle cellule, in particolare nelle fabbriche energetiche dette mitocondri. Qui avvengono una serie di reazioni chimiche che permettono la produzione dell’energia cellulare sotto forma della molecola ATP (adenosintrifosfato). E’ noto che una quota pari ai due terzi della quantità di ossigeno presente nell’aria inspirata non raggiunge i tessuti e non penetra nelle cellule. Questa quota può staccarsi difficilmente dall’emoglobina dei globuli rossi e passare dal sangue arterioso a quello venoso, tornare ai polmoni ed infine essere espulsa nell’aria espirata. Quest’ultima contiene ancora una percentuale di ossigeno pari al 14% a confronto del 21% dell’aria inspirata. Ciò significa che solo il 7% dell’ossigeno contenuto nell’aria, una volta inspirato, raggiunge i tessuti dell’organismo, mentre il restante 14% è restituito all’atmosfera.

Attualmente le terapie tradizioni a base di ossigeno, basate sull’introduzione nei polmoni di maggiori quantità di aria contenente elevate percentuali di ossigeno, pur essendo senza dubbio necessarie in procedure d’emergenza, non sono di particolare utilità nel caso in cui si assista ad una scarsa ossigenazione delle cellule con una conseguente scarsa produzione di energia. Per facilitare il passaggio di maggiori quantità di ossigeno dall’emoglobina dei globuli rossi alle cellule dell’organismo è fondamentale, innanzitutto, una corretta respirazione in modo da eliminare l’iper-ventilazione, spesso leggera e cronicizzata, presente in molti pazienti. A ciò si aggiunge la possibilità di sfruttare i processi di vitalizzazione dell’ossigeno inspirato attraverso l’utilizzo di strumenti fotosensibilizzanti. In dettaglio l’aria respirata attraverso l’apparecchio è trasformata tramite una procedura di chemioluminescenza, che imita il processo di fotosintesi clorofilliana delle piante verdi. L’energizzazione dell’aria è ottenuta portando l’ossigeno che si trova nell’aria dal suo stato normale di ossigeno tripletto ad un livello di maggiore energia, denominato stato di ossigeno singoletto. Questo passaggio fisico-chimico resta stabile solo per pochi millisecondi cosicché l’energia liberata durante il ritorno dell’ossigeno singoletto allo stato primario è rilasciata alle molecole d’acqua presenti nell’aria e sarà inalata insieme all’aria satura di vapore acqueo.

Questo supplemento di energia è utilizzato per la formazione di ponti d’idrogeno ricchi di energia e l’ossigeno, che giunge infine nei mitocondri delle cellule, è metabolizzato attraverso la respirazione cellulare producendo maggiori quantità di energia (ATP). Un altro effetto positivo della terapia consiste nel potenziamento della riserva antiossidante dell’organismo, che funge da barriera nei confronti delle molecole ossidanti (radicali liberi).

L’ utilizzo ottimale dell’ossigeno, consentendo una migliore produzione di energia, è di primaria importanza per il mantenimento della salute e per il miglioramento delle prestazioni sportive. In questo settore, infatti, questa metodica esercita effetti favorevoli sul metabolismo energetico muscolare e riduce la produzione di acido lattico. Inoltre nei soggetti sani cicli di inalazioni hanno evidenziato miglioramenti nella capacità di sfruttare l’ossigeno atmosferico con una riduzione dell’ossigeno espirato ed una diminuzione della frequenza respiratoria e cardiaca, a differenza di quanto osservato in seguito all’inalazione di alte concentrazioni di ossigeno.

Infine altre ricerche hanno evidenziato benefici nel caso di apnee notturne del sonno e nella regolazione dei parametri relativi al sistema nervoso autonomo (sistema parasimpatico e simpatico), correlati a stress cronico, ansia, disturbi dell’umore e malattie croniche.

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In conclusione l’energizzazione dell’aria rappresenta un supporto valido e priva di effetti collaterali per affrontare le problematiche collegate al deficit di ossigeno e per supportare le funzioni fisiologiche in caso di malattia.

Un supporto innovativo, naturale non invasivo (ma da non confondore con l’ossigenoterapia) che promuove una maggiore energia, la rigenerazione cellulare, maggiore benessere, maggiore resistenza e una migliore concentrazione.

Per informazioni e prenotazioni contattare Cembio Tel.+39 3888732158  email: info@cembio.it

Domande Frequenti

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Che cos’è la terapia con ossigeno attivato e come si differenzia dai metodi tradizionali?

A differenza delle terapie tradizionali che si limitano a somministrare elevate percentuali di ossigeno gassoso, la terapia con ossigeno attivato proposta da Cembio mira a potenziare la capacità delle cellule di utilizzare l'ossigeno già disponibile. Attraverso un sofisticato processo di chemioluminescenza, l'ossigeno viene temporaneamente portato a uno stato di "singoletto", rilasciando un’energia che facilita il suo distacco dall’emoglobina e il successivo ingresso nei mitocondri.

Perché gran parte dell’ossigeno che respiriamo non raggiunge i tessuti?

È un dato fisiologico rilevante: circa i due terzi dell'ossigeno presente nell'aria inspirata non penetrano nelle cellule, venendo espulsi con l'espirazione. Questo accade perché il legame tra ossigeno ed emoglobina può risultare troppo stabile in presenza di squilibri metabolici o respirazione scorretta. I nostri specialisti utilizzano l'attivazione dell'ossigeno proprio per superare questo limite biologico, ottimizzando quel misero 7% di rendimento tipico della respirazione normale.

In che modo l’ossigeno attivato favorisce la produzione di energia ATP?

L'ossigeno attivato funge da catalizzatore per la respirazione cellulare. L'energia ceduta alle molecole d'acqua durante il trattamento potenzia la formazione di ponti di idrogeno ad alta energia, fondamentali per la sintesi di ATP nei mitocondri. Questo incremento di vitalità cellulare è un pilastro fondamentale, specialmente quando si affrontano quadri complessi legati all' infiammazione cronica e memoria epigenetica.

Qual è il ruolo del vapore acqueo nella terapia con ossigeno attivato?

Il vapore acqueo agisce come vettore energetico. Poiché lo stato di ossigeno singoletto decade in pochi millisecondi, l'energia liberata non potrebbe raggiungere i tessuti profondi se non venisse "immagazzinata" e trasportata dalle molecole d'acqua sature inalate dal paziente. Questa procedura imita i processi naturali di fotosintesi, garantendo un supplemento energetico biodisponibile e privo di effetti collaterali ossidativi.

La terapia con ossigeno attivato può essere utile in caso di stanchezza persistente?

Certamente. Poiché la stanchezza cronica è spesso legata a una disfunzione mitocondriale o a una scarsa ossigenazione tissutale, l'apporto di ossigeno attivato può rappresentare un supporto significativo. Presso Cembio, l'intervento viene inquadrato in un'ottica sistemica, tenendo conto anche di aspetti complementari come l’importanza dei fattori psicosociali nella sindrome della fatica cronica per massimizzare i risultati del percorso di cura.

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